U.D.E.P.E. CATANIA

Ufficio Distrettuale

Gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (ex CSSA) sono istituiti dalla legge 26 luglio 1975 n. 354 e succ. modifiche. Sono gli uffici periferici del Ministero della Giustizia e afferiscono al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Il compito dell’Ufficio è quello di favorire la realizzazione e il buon funzionamento delle misure alternative alla pena concesse dall’Autorità Giudiziaria in favore di soggetti imputati o condannati che rientrano in particolari previsione di legge e che per caratteristiche oggettive e soggettive possono espletare la condanna o osservare le prescrizioni in luoghi esterni agli Istituti penitenziari.

Gli Uffici, pertanto, svolgono inchieste sociali, utili per l’applicazione, la modifica, la proroga e la revoca delle misure di sicurezza; elaborano le indagini socio-familiari utili per l’applicazione delle misure alternative alla detenzione; propongono all’Autorità Giudiziaria il programma di trattamento da far sottoscrivere al reo ammesso all’affidamento in prova al servizio sociale e alla detenzione domiciliare; controllano l’esecuzione delle prescrizioni e la condotta dei beneficiari delle misure alternative alla pena relazionando periodicamente all’Autorità Giudiziaria e proponendo eventuali interventi di modifica e revoca; prestano consulenza in favore degli Istituti penitenziari su richiesta. L’introduzione della probation processuale nel nostro ordinamento, anche in riferimento all’imputato maggiorenne, ha ampliato i compiti dell’Ufficio, chiamato a redigere il programma di trattamento per l’imputato a cui viene concessa la sospensione del processo e l’accesso all’istituto della messa alla prova. Tale previsione di legge, pertanto, estende le competenze dell’U.E.P.E. non solo a materia sottoposta all’autorità del Tribunale di Sorveglianza ma anche a quella del Tribunale Ordinario.

Le finalità delle attività dell’U.E.P.E. trovano fondamento nell’art.27 della Costituzione ove si sancisce la funzione rieducativa della pena, principio che inserisce il nostro ordinamento tra i sistemi in cui la sanzione penale ha connotazione di recupero sociale. La risocializzazione, infatti, è perseguita, fatto salvo il bilanciamento tra gli interessi collettivi di difesa sociale e gli interessi personali del reo e in presenza di determinati requisiti oggettivi e soggettivi, attraverso tutti gli strumenti utili alla de-carcerizzazione non solo con finalità deflattiva ma soprattutto con lo scopo di ridurre significativamente la recidiva e la devianza secondaria.

La Giustizia Riparativa, infine, rappresenta un ambito in via di sperimentazione e sviluppo, in uno scenario nazionale e sovranazionale in cui si osserva la tendenza ad ampliare l’applicazione di strumenti e istituti finalizzati al favorire processi di responsabilizzazione del reo e a riconoscere e valorizzare un ruolo attivo della vittima di reato. La mediazione penale così come il risarcimento del danno insieme alle condotte riparative rappresentano tasselli importanti nei percorsi di affidamento al servizio sociale e nella messa alla prova.

Nell’esercizio delle proprie funzioni, l’Ufficio di avvale di convenzioni e protocolli con le Autorità Giudiziarie, Tribunale di Sorveglianza e Tribunale Ordinario, con gli Enti Locali e le organizzazioni di Terzo Settore.